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LIISTRO SALVATORE  2017

Credits by:

Photographer Alessandro Altavilla

Text Silvana Nota , Salvatore Liistro

Millenovecentosettantadue, in riferimento alla storica  Prima giornata Mondiale dedicata all’ ambiente, la mostra inedita presentata da Salvatore Liistro a Paratissima 2017Sezione ICS Indipendent Curated Space, riassume il lavoro condotto in anni di ricerca e sperimentazione in progress finalizzata alla comunicazione, attraverso la scultura e il gesto artistico, dei concetti di sensibilizzazione ambientale, fruibilità senza barriere, dialogo tra artista e società.

Bocche carnose, smaltate di rossetto rosso, blu, gialle, con il piercing, fashion, chiassose o inquietanti, citano la Pop Art e un dissacrante Kitch. Talvolta percorse da alfabeti a metà tra stili calligrafici e scritture metropolitane dove il puro contemporary si mescola a frasi latine, le sculture prendono forma dal riutilizzo di materiali di scarto o recuperati casualmente: plastiche triturate, piccole sfere, resine, riccioli d’alluminio; altre volte invece coniate dalla pietra, oppure dall’ acciaio, dalla jesmonite  o da elementi mutuati da altri settori per indicare concettualmente riferimenti a situazioni, epoche storiche, o possibilità inedite di materie tra le più diverse adatte al processo artistico.

Cercando con rigore la continuità di pensiero con alcune teorie delle avanguardie storiche, ma affondando la sua esplorazione ancor più lontano nella storia milenaria, Salvatore Liistro esprime infatti il proprio pensiero filosofico mettendo al centro la responsabilità dell’artista, che nel  far tesoro delle antiche sapienze viene chiamato contemporaneamente ad apportare  il suo contributo nel presente, con lo spirito del tempo in cui vive e con le capacità e le tecnologie a sua disposizione.

Ecco allora affiorare nella sua opera il valore e il ruolo del mondo della fabbrica, che come per la  natura, occupa un posto rilevante nella sua ricerca. In essa vi identifica una straordinaria fucina di conoscenze e di possibilità esecutivo-creative,  luogo magico da rivalutare con occhi nuovi. Spazio  non convenzionale per l’arte, in questo universo solo apparentemente chiuso, gli incontri con le persone che vi lavorano in uno scambio esperenziale umano e professionale, rappresentano il suo punto d’incontro tra mondi che insieme possono interagire e progredire reciprocamente.
Su questa lunghezza d’onda gli identici macchinari che sfornano fiancate di autovetture e gli stessi lavoratori e lavoratrici che vi operano, diventano un coeso gruppo impegnato in un’azione artistica quasi performativa per la produzione di opere a tiratura limitatata, sulle quali l’artista interverrà , successivamente nel proprio laboratorio, con tecniche miste che faranno di ogni pannello prodotto un pezzo unico.
Si inseriscono in questo filone gruppi di installazioni a muro a carattere seriale, il cui procedimento esecutivo e concettuale trae origine da un’opera madre che andrà rielaborata nel processo di metamorfosi tecnico-formale per moltiplicarsi e trasformarsi, rigenerandosi senza perderne l’intensità creativa, in un susseguirsi di nuove opere come rifrazioni dell’idea prima.
Sempre in fabbrica, ma di ceramiche di tradizione italiana, Salvatore Liistro, anche collezionista, approda invece partendo dalla profonda conoscenza della sua  gipsoteca di ceramiche Lenci:una raccolta studiata a fondo grazie alla quale ha iniziato ad indagare le possibili molteplici applicazioni della ceramica stessa.. Ne nascono da questa simbiosi, che potrebbe ascriversi al pensiero del Bauhaus di Gropius per la ritrovata interazione tra tecnica e contenuto,  lavori particolarissimi, striati di atmosfere del tutto fantastiche e immaginifiche.

In omaggio poi alla tradizione e agli insegnamenti dei Maestri scultori dell ‘800, affianca la realizzazione di opere  al cui centro vi è la “cera persa”, una tecnica in origine finalizzata classicamente  alla produzione di bronzi, e che nell’intepretazione di Salvatore Liiistro trova invece espressione contemporanea  nell’alluminio.

Da universi paralleli e incrociati, deriva così una molteplicità di opere a carattere installativo, a parete o d’appoggio, declinate come sculture – gioiello/arte da indossare o concepite come lighting sculpture.

Nel loro insieme opere coloratissime, fantasiose anche nella versione monocromatica, leggere, tattili, concepite per entrare con solare  giocosità nella vita di ogni giorno, meravigliare e portare con sé messaggi di speranza e di impegno, lungo un viaggio che dagli Anni Settanta arriva ai giorni nostri, contando i passi già fatti nella tutela ambientale e ipotizzandone i futuri in difesa della Terra.

Sulle basi della solida esperienza acquisita fin da ragazzo “a bottega” nel campo del restauro della scultura antica, e della successiva fondamentale maturazione avvenuta come “formatore artistico” per importanti scultori, nasce il suo originale ed efficace linguaggio, frutto di un’elaborazione poetica sentita come urgenza interiore, e di una dirompente carica creativa tesaurizzata grazie alla rigorosa capacità progettuale unita alla profonda conoscenza di tecniche, tecnologie e materiali.

 

Impattanti, ironiche, divertenti quanto cariche di significati, nascono da queste premesse le sue sculture fortemente catturanti, il cui soggetto e motivo conduttore sono le labbra, scelte come veicolo di espressione universale e immagine-simbolo in cui si fondono, in un unicum quasi indissolubile, materia e pensiero, corpo e anima.